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“Il Lavoro Sotterraneo come Viaggio nel Subconscio”

“Il Lavoro Sotterraneo come Viaggio nel Subconscio”

Fratelli Eccellentissimi,

Compagni dell’Arco Reale,

con profondo rispetto e spirito di ricerca, presento oggi questo tracciato intitolato “Il Lavoro Sotterraneo come Viaggio nel Subconscio”.

In questo scritto desidero condividere una visione iniziatica che affonda le sue radici nell’antichità druidica, nella sapienza templare e nei Misteri dell’Oriente e dell’Occidente:

quella secondo cui ogni vera opera massonica inizia nell’ombra, sotto la superficie visibile, dove la pietra attende di essere risvegliata.

Non è forse il Reale Arco stesso una parabola di riscoperta, di ciò che è stato perduto, e che può essere ritrovato solo dopo la discesa nei detriti del Tempio distrutto?

I. La Metafora del Sottosuolo

Il “sottosuolo” non è solo il livello fisico di una costruzione.

È, in chiave esoterica, il luogo della profondità dell’anima, dove giacciono le radici dell’essere, ma anche i traumi, le memorie dimenticate e le potenzialità inespresse.

Nei Misteri Antichi, da Eleusi a Avalon, il discepolo doveva scendere simbolicamente nel ventre della Terra. Questa discesa, chiamata catabasi, rappresentava il morire al profano per rinascere come iniziato.

Nel lavoro templare, la caverna era il luogo del giuramento e del silenzio.

Nel Reale Arco, i Fratelli ricostruiscono sotto le rovine, là dove i nomi sacri sono sepolti, non distrutti.

Nel subconscio dell’uomo, questi nomi sono gli archetipi eterni, i simboli che ci collegano al principio divino.

II. Simbologia del Viaggio Interiore

Ogni fase del lavoro sotterraneo corrisponde a una fase del viaggio dell’anima nel proprio subconscio.

Possiamo così identificare un percorso in cinque stadi:

  1. La Discesa

È il momento in cui il Fratello accetta di guardare dentro sé stesso, di varcare la soglia del suo Tempio interiore.

Il martello non serve più a costruire, ma a frantumare illusioni.

  1. L’Oscurità e il Caos

In questa fase si affrontano paure, desideri, contraddizioni. È il regno dell’Ombra, descritto anche da Jung.

Ma l’oscurità è fertile: la semina non avviene forse nella terra oscura?

  1. La Rivelazione del Fuoco Segreto

Superato il caos, si accende una luce interiore. Una conoscenza silenziosa si manifesta: il Verbo non parlato.

Il Compagno comincia a intravedere l’Ordine dentro il Disordine.

  1. La Riscoperta del Nome Perduto

Nel cuore della profondità, il Fratello trova non solo il Nome, ma anche il proprio volto autentico.

Non quello che mostra al mondo, ma quello che arde dietro lo Specchio dell’Anima.

  1. La Risalita e la Trasformazione

Come Orfeo che risale dagli Inferi, come il Figlio dell’Alba che sorge dalla notte, così anche l’iniziato ritorna al mondo… diverso, integrato, consapevole.

III. Riflessioni Templari, Druidiche e Azteche

Voglio, Fratelli, intrecciare tre filoni iniziatici che ho avuto il privilegio di percorrere:

il cammino Templare, quello Druidico e quello dell’Aquila Azteca.

  • Nel Tempio Templare, la caverna era il simbolo della coscienza nascosta. I cavalieri, nel silenzio dei sotterranei, cercavano non un tesoro materiale, ma la vera Luce del Cristo Interiore.
  • Nei boschi del nord della Gallia, i druidi parlavano con le pietre e con le acque sotterranee. Ogni fonte, ogni dolmen, era una porta verso l’Awen, l’ispirazione divina che sorge dal profondo.
  • Tra gli Aztechi, il cuore umano era visto come una grotta in cui risiedeva il Tonalli, il fuoco vitale. Il guerriero dell’Aquila sapeva che la sua forza non veniva dall’esterno, ma dalla connessione con il Sole che splende nel sottosuolo dell’essere.

In tutte queste vie, la regola è la stessa:

“Non si conquista la Luce senza prima aver abitato le Tenebre.”

IV. Conclusione: Perché Scendere?

Fratelli, oggi viviamo in un mondo di superficie.

Tutto è veloce, rumoroso, eccessivamente illuminato.

Ma la vera Iniziazione è lenta, silenziosa, oscura.

Solo chi ha il coraggio di scendere nel proprio sottosuolo, può davvero costruire in modo saldo e sacro.

Noi, Compagni del Reale Arco, non siamo chiamati solo a ricordare… ma a ricostruire, pietra su pietra, Nome su Nome.

E questo lavoro inizia dove i profani si fermano: sotto i resti, nella polvere, nel cuore nascosto del Tempio.

Perché è proprio lì, Fratelli miei, che la Parola attende di essere pronunciata nuovamente.

E ogni volta che la si pronuncia con coscienza, una scintilla del Tetragramma rinasce nel mondo.

A:.G:.D:.G:.A:.D:.U:.

Tracciato da

Alessandro Lattore, Cavaliere e Compagno

Tempio Interiore, Ottobre 6025 AL

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